mercoledì 24 ottobre 2012

I TERAFIM

Molti forse non si sono mai soffermati molto su questo vocabolo poco chiaro contenuto nella Bibbia, ma è interessante cercare di tentare una spiegazione che sembra abbia a che fare con l’idolatria di oggetti elettronici, al cui interno è posta un’antenna di rame, come se dovesse captare segnali.Sembra che attorno a questi oggetti vi sia un alone di mistero.
Il termine terafim= dall’ebraico IDOLO FAMILIARE (è con ogni probabilità la forma ebraizzata della parola hurriticatarpis - radice tarpi-,  *tarpi/-u, > ebr. teràfim:  H.A.Hoffner, Bibliotheca Sacra 124, 1967,230-238; JNES 27, 1968, 61-68:  significa «spirito, demone» (ctonio), assieme a annaris (come in acc.lamassu e sédu) « spirito protettore, genio »)ricorre 15 volte nell'A.T .(2x al sing., 11 x con l'articolo). Le attestazioni si trovano nei testi di Gen 31 (3volte), Giud 17-18 (5volte), 1Sam 19 (2 volte) e in 1Sam 15,23, 2Re 23,24, nella letteratura profetica in Osea 3,4; Ez 21,26; Zac 10,2.
Quando Mosè ricevette sul Sinai l’ordine di distruggere completamente la magia, la stregoneria, la divinazione e i sortilegi in Israele,si scontrò con una tradizione popolare molto vivace.
“Làbano era andato a tosare il gregge e Rachele rubò i terafim che appartenevano al padre. Giacobbe eluse l’attenzione di Làbano l’Arameo, non avvertendolo che stava per fuggire.” (Genesi 31,19)
“Disse allora Làbano a Giacobbe: che cosa hai fatto? Perché mi hai rubato i miei dèi?” (Genesi 31, 30)
“Rachele aveva preso i terafim e li aveva messi nella sella del cammello, poi vi si era seduta sopra…”
(Genesi 31,34)
Questi terafim sono delle piccole statuette,praticamente idoli,generalmente in coppia: quello alto è il maschio, mentre l’altro, colato sul modello del primo, è la femmina (confronta come in Genesi la donna viene formata dall’uomo). Si legga il Capitolo 17° del “Libro dei Giudici”, troppo lungo per essere qui citato integralmente. Si vedrà come Mica creò un paio di terafim in argento e consacrò suo figlio sacerdote, ossia “veggente”, ruolo spesso riservato in Oriente ai bambini piccoli. Egli sostituì poi il figlio a un levita (una sorta di indovino, di mago ambulante), e i Daniti finirono col sottrargli questo potere divinatorio.
Citiamo questa frase, indicativa di un antico rito magico(?), che ritroveremo
nel corso della Scrittura:
“Mica ebbe un santuario; fece un efod e i terafim e diede l’investitura a uno dei suoi figli, che gli fece da sacerdote. In quel tempo non c’era un re in Israele; ognuno faceva quello che gli pareva meglio.” (Giudici 17, 5:6)
In definitiva questi terafim venivano portati di solito con se durante i viaggi per individuarne la strada e secondo il profeta Ezechiele per fare delle previsioni o per rispondere a certi quesiti. Rachele rubò i terafim dalla casa del padre per impedirgli di usarli ed individuare così la strada che avevano intrapreso. Ora se consideriamo il fatto che dell'epoca antica in cui visse Rachele e Giacobbe sappiamo pressappoco niente e consideriamo che la Storia Biblica sia la sola storia vera, ne dovremmo per forza dedurre che la scienza a quei tempi doveva essere molto evoluta rispetto a quello che finora ci hanno raccontato con le menzogne e che i terafim potevano essere anche una specie di computers portatili. Rachele infatti visse la sua vita poco dopo il diluvio in un periodo in cui erano ancora vivi i figli di Noè, che portavano con se la scienza prediluviana, il risultato del progresso scientifico raggiunto da un'umanità longeva.
Di sicuro, nel tempo, DIO non ha più permesso agli ebrei di utilizzare questi oggetti per la divinazione perchè utilizzati da Satana, ma hanno trovato spazio presso popolazioni pagane con nomi diversi, tipo i LARI (spiriti protettori di antenati defunti dei romani), i PENATI (spiriti protettori della mitologia romana) la cui ispirazione era sicuramente demoniaca e contraria alle Scritture.
"I loro idoli sono argento e oro, opera di mano d’uomo. Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchie e non odono, hanno naso e non odorano, hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano la loro gola non rende alcun suono." (Salmo 115:4-9; 135:15; Abacuc 2:18-20)
I PENATI

CATTIVI MAESTRI

Il messaggio del Pontefice da Zagabria, nella seconda giornata della sua visita in Croazia, è rivolto alla famiglia: ''Non cedere a quella mentalità che propone la convivenza come preparatoria o sostitutiva del matrimonio'' …..Quindi l'esortazione: "Care famiglie, gioite per la paternità e la maternità!". In quanto "l'apertura alla vita è segno di apertura al futuro, di fiducia nel futuro".
In tale contesto,  Ratzinger invita a "non cedere a quella mentalità secolarizzata, che propone la convivenza come preparatoria o addirittura sostitutiva del matrimonio" ma al contrario a "mostrare con la testimonianza di vita che è possibile amare, come Cristo, senza riserve; che non bisogna aver timore di impegnarsi per un'altra persona". Fonte: Adnkronos 05 giugno, ore 12:26

Alcune considerazioni su queste parole che dovrebbero portare a delle vostre considerazioni.
L’importanza della famiglia nella società è stata già trattata in un precedente articolo, per cui partendo da questa base fondamentale, in quanto rappresenta specularmente la Famiglia della SS TRINITA’, affrontiamo le parole affermate dal Ratzinger. Intanto sarebbe opportuno che un pastore dica le cose come stanno, senza girare attorno al problema: come si può affrontare oggi il matrimonio e ancor di più, mettere al mondo dei figli con una crisi spaventosa, programmata a tavolino da anni, che ha tolto ai giovani il diritto alla pensione, solo pensione integrativa (per chi ha soldi in abbondanza), una società che offre lavoro precario a contratti determinati, e chi ha contratti indeterminati li trova trasformati, con l'avvallo dei sindacati, in eleganti casse d'integrazione, mentre fanno lievitare i prezzi di tutti i prodotti….. Ciò comporterebbe un indebitamento delle nuove famiglie formate e una imbarazzante capacità di arrangiarsi rispetto a "quel che passa il convento", spegnendo ogni sogno ed eventualmente anche la FEDE, nei casi di difficoltà economica.
Se questi sono i Maestri, sicuramente alludendo a quanto scritto nella Parola di DIO nella 1^ lettera a Timoteo cap. 4,1-3 dice:
“Ma lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demonî per via della ipocrisia di uomini che proferiranno menzogna, segnati di un marchio nella loro propria coscienza; i quali vieteranno il matrimonio e ordineranno l'astensione da cibi che Dio ha creati affinché quelli che credono e hanno ben conosciuta la verità, ne usino con rendimento di grazie. “
Evidentemente il verbo “vieteranno” evidenzia non tanto un divieto in senso letterale da parte di qualcuno, quanto invece l’incapacità finanziaria da parte delle persone, dovuta all’impostazione dell'assetto societario, a costituire di fatto delle famiglie. Hanno messo in pratica la teoria dell’evoluzione di Darwin,per intenderci quella di babbo natale, dove solo i più forti economicamente potranno sopravvivere e realizzare matrimoni e figli.
Sarebbe stato sufficiente che il pastore avesse ricordato a tutti le semplicissime parole del Maestro Gesù Cristo, di cui dovrebbe essere enunciatore:CERCATE PRIMA IL REGNO DI DIO ...... ma ha perso ancora una volta una buona occasione per testimoniare il Vangelo.
Ma il profeta Malachia cap. 2, 16-17 avverte:
“Badate dunque allo spirito vostro, e non agite perfidamente.
Voi stancate l'Eterno con le vostre parole, eppur dite: `In che lo stanchiamo noi?' In questo, che dite: `Chiunque fa il male è gradito all'Eterno, il quale prende piacere in lui!' o quando dite: `Dov'è l'Iddio di giustizia?”
 
E al cap 3,1:
Ecco, io vi mando il mio messaggero; egli preparerà la via davanti a me. E subito il Signore, che voi cercate, l'Angelo del patto, che voi bramate, entrerà nel suo tempio. Ecco ei viene, dice l'Eterno degli eserciti; e chi potrà sostenere il giorno della sua venuta? Chi potrà rimanere in piè quand'egli apparirà?

LO SFASCIO DELLA FAMIGLIA


Gradirei portare alla vostra cortese attenzione una riflessione su un concetto in disuso in questi ultimi tempi: la FAMIGLIA.
Definizione: Una famiglia è costituita da un gruppo di persone che vivono insieme aventi in comune la discendenza (dimostrata o stipulata) da uno stesso progenitore o progenitrice nel caso di famiglia matriarcale, da una unione legale o da una adozione. Tra i membri di una famiglia si individuano varie relazioni e gradi di parentela.
L'articolo 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo afferma:
1.        Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento.
2.        Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
3.  La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato con ADEGUATE LEGGI A SOSTEGNO.
La Costituzione italiana riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, "ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare" all'art. 29

La funzione primaria della famiglia è quella di riprodurre la società, da un punto di vista biologico ma soprattutto da un punto di vista socio-culturale. Per questo famiglia e società cambiano vicendevolmente, a seconda delle epoche e delle regioni del mondo. Per quanto riguarda la funzione di riproduzione della cultura della società da parte della famiglia, si parla di famiglia dell'orientamento per riferirsi al ruolo che essa ha verso i figli, per i quali la famiglia determina la collocazione sociale, e influisce fortemente sulla loro formazione culturale e nella loro socializzazione.
Ergo, la famiglia è il mattone principale su cui si fonda la nostra società!! Molte persone sempre in affanno e stressate dalla vita non fanno caso da dove deriva questa ideologia, nè si cimenta alla ricerca della verità.
 La Bibbia, sulla quale cerca di uniformarsi la nostra società, sebbene i laici non siano d'accordo, ci racconta nella Genesi come nasce la prima famiglia ad immagine e somiglianza della SS Trinità: Adamo ed Eva. Essi  sono l'esempio della originaria benedizione divina, ma l'uomo "libertino" ha sempre voluto dribblare l’Amore di DIO cercando una apparente libertà, ma che in realtà è diventata una schiavitù da parte di Satana. Qualcuno starà già commentando: “..e basta co’ stà storia de’ satana che non esiste; Dio non esiste, che barba!!”
Insisto allora col far notare che anche in epoca medievale fino agli inizi del ‘900 le famiglie patriarcali avevano un senso di rispetto dei ruoli sia pur con forti contrasti ( e dove non ci sono stati?) tra i componenti; c’era un’attenzione sui consigli dei genitori, ma anche un buon rifugio degli affetti tra familiari. In poche parole il concetto funzionava, non alla perfezione, ma funzionava: altrimenti a quest’ora io non scrivevo e voi non stavate a leggermi J.
Dopo la 2^guerra mondiale con i milioni di morti trascinati e grazie al piano Marshall, in Italia è stato un rifiorire anche delle famiglie in virtù della forza lavoro fortemente richiesta in tanti settori: erano gli anni della ricostruzione, delle emigrazioni verso il nord... ma nel frattempo... qualcuno, all’ombra di una occulta regia a causa dell’invidia, ha cominciato a lavorare al contrario, mettendo in atto una serie di programmazioni politiche (già studiate anni precedenti nei circoli occulti) al fine di disgregare lentamente le famiglie, passo dopo passo, secondo lo stile del fabianesimo ...   Analizziamone alcuni punti:
                   
·        Nel 1970 gli italiani (tra questi anche cattolici!!) scelsero liberamente di far votare una legge che favorisse la separazione tra marito e moglie anche per futili motivi, in un crescendo esponenziale; prima della legge con questi dati: nel 1946 (4200); 1947 (4696); dopo l’approvazione della legge 1971 (29.000 casi); anni 72-80 (media annua 40.000); anni 86-95 (media annua 65.000 casi).....

IL TRADIMENTO E DIVORZIO

·        Lo sviluppo industriale,  il quale necessitava una moltiplicazione della manodopera,portò gli uomini e le donne ad essere trascinati verso le fabbriche e le imprese private e pubbliche. In seguito a questo cambiamento nel modo di vita, che causava un allontanamento tra i membri di una famiglia, i legami coniugali iniziarono a divenire fragili e diminuì l’affetto fra i familiari. La donna palesò dei dubbi nei riguardi del proprio attaccamento al focolare e nei confronti dei propri bambini, e diventò talmente disinteressata che non riuscì più ad attenere alle proprie responsabilità. Oramai, la donna che compie due lavori contemporaneamente, l’uno come operaio o funzionario e l’altro come sposa e madre di famiglia, non sarà più adatta a compiere interamente i suoi impegni domestici. La costrizione di arrivare in orario sul luogo di lavoro e di consacrarvi una buona parte del proprio tempo, fa sì che rientrando a casa propria, non può che essere stanca e scoraggiata.
Naturalmente si inserì il concetto del carrierismo e della parità delle donne, per farle sentire più “libere” di gestire la propria vita, indipendenti dal “maschio”, al contrario di quanto stabilito ed affermato dal Creatore nel libro di Genesi. Uomini e donne hanno avuto strada facile anche nelle relazioni extraconiugali negli ambienti di lavoro, grazie anche alla contemporanea diffusione della pornografia nei cinema e tv e il gioco è stato completato.

·      Nel frattempo, sebbene i politici abbiano propagandato gli aiuti alle famiglie, in realtà si trattava di MAYA, ossia un’illusione. A fronte di pochi soldi degli assegni familiari e detrazioni fiscali, i prezzi al consumo iniziavano a salire vertiginosamente, insieme alle tasse, per cui il paradosso attuale è che una famiglia media di 3 persone, con 23.000 euro di lordo/annuo, non riesce ad arrivare neanche al giorno 20 del mese col proprio stipendio; immaginiamo chi percepisce redditi inferiori a tali importi, raffrontando con i numeri dei componenti familiari. Ma sembra strano a questo punto, che all’inizio dell’articolo, citando l’articolo dei Diritti fondamentali dell’Uomo, la famiglia dovrebbe essere protetta dallo Stato....ma in che modo???? Come si possono mettere al mondo dei figli se non siamo nelle condizioni di poterli allevare?? Oppure servono solo degli schiavi freschi da sfruttare alle condizioni di lavoro / contrattuali proibitive che il six-tema offre???  E’ evidente che solo i ricchi avrebbero l’opportunità di avere figli, offrendogli i migliori servizi scolastici e universitari per essere degni nel futuro a governare le masse di schiavi...

·       Matrimoni omosex: l’ultimo colpo che la famiglia sta subendo è rappresentato dai matrimoni omosex, nella piena “libertà” di cui è inutile soffermarsi a riflettere, se non, per ricordare che anche durante il periodo di Sodoma e Gomorra v’era una situazione simile, ma consiglio di leggere anche il finale della storia....

L'ultima notizia da parte dell' ex direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, affermò che ''Il mondo ha perso 30 milioni di posti di lavoro a causa della crisi mondiale, e le previsioni per i prossimi anni sono di 400 milioni di posti'', mettendo in serio pericolo la sopravvivenza di ulteriori famiglie.
Naturalmente, tutto ciò che è accaduto e che sta accadendo non ci esime dalla nostra responsabilità nelle scelte che quotidianamente abbiamo fatto e facciamo, sia quando entriamo nella cabina elettorale a scegliere chi deve arricchirsi sulle spalle di chi va a lavorare onestamente, sia quando dobbiamo condurre la gestione della famiglia insieme alla compagna che il Signore ci ha messo insieme.
Prima di chiudere questo articolo, mi preme segnalare  il libro di Neemia (DIO conforta),

 l’ultimo colpo d'occhio che l'Antico Testamento ci permette di gettare sul popolo d'Israele. 
Gli avvenimenti che riferisce cominciano circa trent'anni dopo quelli che il libro di Ester riferisce e tredici anni dopo il ritorno di Esdra. I suoi insegnamenti sono dunque particolarmente appropriati a noi cristiani «che ci troviamo agli ultimi termini dei tempi» (1 Corinzi 10:11)

Mi colpisce un passo riportato al capitolo 4 che ben si adatta alla nostra situazione sociale.  Durante la riparazione delle mura del tempio, l’ira dei nemici si scaglia contro Giuda. Samballat, il loro portavoce, esprime beffeggiando il suo disprezzo più profondo. Le beffe! noi vi siamo particolarmente sensibili. Il mondo non manca di beffarsi della separazione dei cristiani, della debolezza del loro radunamento... Non lasciamoci turbare dalle sue riflessioni. «Noi dunque riedificammo...», conclude Neemia! (vers. 6).
Allora il nemico passa alla guerra aperta. E lo scoraggiamento minaccia gli uomini di Giuda. Guardano alla loro debolezza (vers. 10). Equivale ad esser d’accordo col nemico che aveva sprezzato «quegli spossati Giudei» (vers. 2). Essi considerano i pesi dei carichi, il volume delle macerie... Ma vi sono quelli che, insieme a Neemia, conoscono la doppia risorsa (vers. 9). Essa è ad un tempo un ordine del Signore: «Vegliate e pregate...» (Matteo 26:41; 1 Pietro 4:7). La preghiera deve essere la nostra prima risposta agli sforzi di satana. Però non dispensa dalla vigilanza. Perciò Neemia prende varie disposizioni per assicurare la sorveglianza e la custodia del popolo durante la fine del lavoro.

E al versetto 14 recita:
E, dopo aver tutto ben esaminato, mi levai, e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: "Non li temete! Ricordatevi del Signore, grande e tremendo; e combattete per i vostri fratelli, per i vostri figliuoli e figliuole, per le vostre mogli e per le vostre case!"
Mentre satana ha dichiarato guerra nelle famiglie dunque: “se uno non provvede ai suoi, e principalmente a quelli di casa sua, ha rinnegato la fede, ed è peggiore dell’incredulo” ricorda la 1 lettera a Timoteo cap. 5,8.

Poveri empi che stanno amministrando male la vigna del Signore........

Ma se quel servo dicesse in cuor suo: "Il mio padrone tarda a venire", e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l'aspetta e a un'ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Lc 12,39-48

MARANA THA'


5° COMANDAMENTO: NON ASSASSINARE

In questo post, propongo un piccolo approfondimento tratto dalla lingua ebraica originale sul comandamento NON UCCIDERE tradotto male dalla maggior parte delle Bibbie cristiane. Purtroppo molta gente non approfondendo rimane sulle convinzioni ereditate da insegnamenti sbagliati, trasmettendo concetti sbagliati.
 Ognuno ha adattato la Bibbia alle proprie esigenze, privandoci della sincera interpretazione. 
Garibaldi pretendeva che ogni cittadino fosse armato per difendersi dai nemici.  Adolf Hitler giunse addirittura a riscrivere i dieci comandamenti in versione nazionalsocialista, col suo Istituto per la degiudeizzazione, fondato nel 1939 a Eisenach. I comandamenti divennero dodici (l'undicesimo recitava «Onora il fuhrer e Maestro»). Il quinto comandamento diventò: «Sacri ti siano il bene e l'onore», e ognuno capirà per qual motivo.....Lo spargimento di sangue è l'unico metodo possibile per l'autodifesa? Più che educare all'uso della forza, non bisognerebbe educare attivamente all’Amore? Ci sarebbero le guerre se tutti si rifiutassero di sparare? Non si potrebbe spendere meglio il cumulo di denaro che serve per gli armamenti per risolvere i problemi di questo mondo (tipo la fame, la miseria, la malattia ecc...)? L'esercito, più che la patria, non serve forse per difendere interessi privati, sporchi affari, ed egoismi nazionali? L'esercito è l'unica risposta possibile per insegnare ai giovani la disciplina, l'impegno e la collaborazione?
Non trascurabile è il fatto che il “popolo eletto” israeliano, applica alla lettera i Comandamenti e il difendere la propria vita (principio vitale), nel senso di difesa personale, ha portato l’applicazione delle arti marziali, nella quotidianità, attraverso il KRAV MAGA, ideato da un ebreo-ungherese ed esportato in Israele; un sistema di autodifesa violento che può portare persino all’uccisione dell’avversario. Non solo: Israele ha un esercito potentissimo in grado di difendersi da sè.

Molti confondono che Cristo è venuto sulla terra portando un nuovo messaggio, ma il messaggio è stato sempre lo stesso, sin dalle origini: AMORE


In realtà Cristo non ha mai cancellato i comandamenti ma li ha racchiusi nel concetto dell’ amare il prossimo come sé stessi
Partiamo dalla lettura di ESODO cap. 20, 1-18
Allora DIO pronunziò tutte queste parole, dicendo:
"Io sono l'Eterno, il tuo DIO", che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù.
Non avrai altri dei davanti a me.
Non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra.
Non ti prostrerai davanti a loro e non le servirai, perché io, l'Eterno, il tuo DIO, sono un Dio geloso che punisce l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano e uso benignità a migliaia, a quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
Non userai il nome dell'Eterno, il tuo DIO, invano, perché l'Eterno non lascerà impunito chi usa il suo nome invano.
Ricordati del giorno di sabato per santificarlo.
Lavorerai sei giorni e in essi farai ogni tuo lavoro;  ma il settimo giorno è sabato, sacro all'Eterno, il tuo DIO; non farai in esso alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né il forestiero che é dentro alle tue porte;  poiché in sei giorni l'Eterno fece i cieli e la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e il settimo giorno si riposò; perciò l'Eterno ha benedetto il giorno di sabato e l'ha santificato.
Onorerai tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano lunghi sulla terra che l'Eterno, il tuo DIO ti dà.
Non ucciderai. (confronta Deut. 5,17)
Non commetterai adulterio. 
Non ruberai.
Non farai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desidererai la casa del tuo prossimo; non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna che sia del tuo prossimo".
Ora tutto il popolo udiva i tuoni, il suono della tromba e vedeva i lampi é il monte fumante. A tale vista, il popolo tremava e si teneva a distanza.

Alla luce di ciò, il Comandamento NON UCCIDERE se fosse interpretato per come è scritto, in senso letterale, non si potrebbero nemmeno uccidere esseri viventi come i cavalli, conigli, polli, leoni nel caso in cui fossimo aggrediti etc. In realtà gli antichi ebrei traducono correttamente «NON ASSASSINARE», con il verbo ebraico LO TIRTZACH = FONEUO’ -greco- nel senso di provocare la morte deliberatamente con maltrattamenti, commettendo un omicidio per motivi personali e premeditati.
Mentre il «Non uccidere», rientra nel senso dell’uccisione in generale, per autodifesa ad esempio,  utilizzando un altro verbo ebraico LA HAROG = APOKTEINO greco
Il concetto "non assassinare" è contrapposto a "non uccidere"  e c‘è una differenza sostanziale.
Il brano di NUMERI 35,16-30 fornisce un esempio: viene trattato prima il caso dell’omicidio premeditato, intenzionale (dall’ebraico ROTZEAH) e poi il caso dell’omicidio involontario, (dall’ebraico HAROG).I verbi usati sono sempre differenti, perché sono due casi assolutamente diversi e nella Bibbia ci sono altri passi dove si distinguono i concetti:
16 Ma se uno colpisce un altro con uno strumento di ferro, sì che quello ne muoia, quel tale è un omicida (ROTZEAH); l’omicida dovrà esser punito di morte
E se lo colpisce con una pietra che aveva in mano, atta a causare la morte, e il colpito muore, quel tale è un omicida(ROTZEAH); l’omicida (ROTZEAH) dovrà esser punito di morte...
Sarà il vindice del sangue quegli che metterà a morte l’omicida; quando lo incontrerà, l’ucciderà (HAROG).

Esodo 21:14 
Se alcuno con premeditazione uccide (ROTZEAH)il suo prossimo mediante insidia, tu lo strapperai anche dal mio altare, per farlo morire.

Da citare il parere di Clive S. Lewis ( l’autore delle Cronache di Narnia) credente e profondo conoscitore sia della Scrittura che della lingua greca, che così scrive nel suo libro 
“Scusi qual è il suo DIO?”:
“Amare il nostro nemico vuol dire non punirlo? No, perché amare me stesso non significa che non devo sottomettermi a punizioni e perfino alla morte se necessario. Se aveste commesso un omicidio, la cosa “più cristiana” da fare sarebbe consegnarvi alla polizia per essere punito(giustiziato).Perciò secondo me, è perfettamente giusto che un giudice cristiano  condanni qualcuno a morte o che un soldato cristiano uccida un nemico. Non serve citare il comandamento “non uccidere” perché i verbi greci sono due e distinti: il primo con il significato generale di uccidere, e il secondo con il significato assassinare e secondo i tre Vangeli, Matteo, Marco e Luca, quando Gesù enuncia questo comandamento usa il secondo verbo....la stessa distinzione esiste in ebraico con i Comandamenti  ( ndr. non potrebbe essere diversamente dato che l’IDDIO del VT è lo stesso del NT).
Quando i soldati si rivolsero a Giovanni Battista (Luca 3,14): Lo interrogaron pure de’ soldati, dicendo: E noi, che dobbiam fare? Ed egli a loro: Non fate estorsioni, né opprimete alcuno con false denunzie e contentatevi della vostra paga.
Non suggerì loro di abbandonare l’esercito o di uccidere deliberatamente, e non lo fece nemmeno GESU’ CRISTO quando incontrò il Centurione romano (figura basilare della struttura di comando ed esercitava il suo compito a vari livelli: ve ne erano sei per ogni Coorte ed il più anziano, il prior, comandava tutta la Coorte; era anche il responsabile delle insegne sacre della sua unità e della Legione. Originariamente scelto tra i migliori soldati, guadagnava centinaia di sesterzi all’anno, avendo una paga inferiore solo a quella del tribuno


in Matteo al Cap.8 versetti 5-13, dove secondo la logica evangelica ci saremmo aspettati che Gesù lo cacciasse via, o gli facesse una severissima predica, imponendogli di buttare immediatamente le armi, o che so, di rinnegare il suo stato sociale e così via , invece non solo lo accontenta immediatamente, ma ne è anche ammirato e lo indica ad esempio ai suoi compatrioti (i figli del regno) che potranno anche essere cacciati nelle tenebre, mentre i molti che verranno dall’oriente e dall’occidente ( il centurione ) potranno sedere in paradiso.
Naturalmente ciò si scontra con le leggi dello Stato italiano alle quali, è appena il caso di ricordare, come cittadini siamo chiamati ad osservarle. IN VERITAS

L'ISCRIZIONE SULLA CROCE DI CRISTO

Molte persone non hanno mai avuto idea sul perchè gli ebrei chiesero insistentemente a Pilato di rimuovere l'iscrizione dalla croce di Gesù Cristo ns SIGNORE............



 
 Secondo la rivista KARMEL, rubrica "notizie di Israele", n. 6-7 giugno-luglio 1986 - Haifa, dopo un'attenta analisi dell'Iscrizione fu rilevata nella iscrizione ebraica la formazione del nome 
di Y H W H (Nome impronunciabile per gli ebrei) ottenuta dalle iniziali delle parole della stessa IESUS NAZARENUS REX IUDAEORUM.
Che coincidenza vero? CRISTO è DIO, lo affermava anche l'Iscrizione sulla croce........

venerdì 14 settembre 2012

CIBELE IN VATICANO??


Negli ultimi anni quando incontravo video e articoli contro la Madonna (dal latino:Mia Signora) avevo sempre un senso di critica, in quanto da cattolico, pur non condividendo il rosario, mi dava un senso di fastidio,perché Maria con il suo “Eccomi” dette inizio al progetto della vittoria di Gesù sulla morte,guai a toccarmela. Ma leggendo diversi libri ho evinto una certa ambiguità di linguaggio da parte della chiesa cattolica riguardo a questo culto che ha delle radici molto antiche e pagane:il culto della dea Cibele o Gaia o Magna Mater.
In questo articolo approfondiamo un argomento sottaciuto dai più, ma meritevole di giusta attenzione, per chi vuole conoscere la Verità, sottolineando evidenti tracce storiche laddove di fronte a studi archeologici difficilmente possono essere trattate come semplici “teorie”. La base di partenza è il cap. 17 dell’Apocalisse quando Giovanni si stupì nel vedere la Meretrice.
Ciò non significa che la Fede cristiana è in discussione, anzi, tutto il contrario,perché la vera Fede si basa sulla veridicità e sull’adempimento delle profezie scritte sulla Bibbia. A maggior gloria di DIO ns SIGNORE GESU’ CRISTO.



La grande Dea Pagana Cibele (Kybele: “Keh – Ba’al – Leh” – colei (la divinità) che dimora nelle caverne(MARI, Madonna delle grotte), sarebbe stata confusa e nel tempo conosciuta, successivamente ad una serie di trasformazioni operate dai Greci, come Sibilla/e. La grande Dea dell’Asia Minore è la più antica Dea conosciuta dalla storia, anticipando di ben 5000 anni le divinità Sumere e dell’Antico Egitto, così come le derivate divinità greche e romane, ponendosene inoltre come archetipo fondamentale.


Nel libro "Orto aperto" di Federico Zeri, nel capitolo "Enigmi della Sistina" troviamo: <<...Venni a sapere, ad esempio, che il colle del Vaticano, ai tempi dell'Impero,era il centro dei culti di Cibele e di Mitra, tanto che in alcune città il Quartiere dove era situata la grotta di questa divinità redentrice si chiamava allora Vaticanum (come a Lugdunum, l'odierna Lione).

Il tempio mitraico che sorgeva sul colle Vaticano, che si chiama così perché i sacerdoti mitraici andavano a “vaticinare” il futuro osservando il volo degli uccelli. I vati osservavano il cielo, poi con la bacchetta chiamata sistro delimitavano un “tempulum”, cioè una porzione di cielo, e vaticinavano il futuro da come si svolgeva il volo degli uccelli in quel “tempulum”, che non a caso ha poi dato il nome alla parola “tempio”.
Molti sapranno anche che l’origine del nome di Papa proviene proprio dai culti mitraici: i sette gradi dell'iniziazione mitraica (una per ciascun livello di iniziazione ma anche una per ciascun circolo celeste allora noto (Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere,  Saturno e Sole = ai giorni della settimana) e forse rappresentate dalle icone dei sette simboli di iniziazione) di cui il più alto corrispondeva ad una carica simile a quella del vescovo cristiano: il suo nome era Pater Patratus cioè Pa.Pa e che a Roma il Papa di Mitra risiedeva in Hortis Vaticanis; il simbolo delle due chiavi di S.Pietro proviene da una statua presente nella biblioteca vaticana  raffigurante  il Dio Padre, per così dire, di quella teologia, Aiòn, che non soltanto è munito di due enormi chiavi, ma ha i suoi piedi di gallo, l'animale legato per antica tradizione al Principe degli apostoli.. Non per nulla, il campanile dell'antica Basilica Vaticana era sormontato, prima della demolizione cinquecentesca, da un enorme gallo metallico. Così anche il cappello, la MITHRA indossato dai papi rappresenta il demone pesce DAGON che per gli assiri era OANNES... Fonte:<> di Luigi Pellini ed. Aurora


Una ipotesi simpatica è che l'attuale Cappella Sistina occupi il medesimo luogo dove si trova la massima grotta mitriaca di Roma, quella in cui si celebrava il Pater Patratus (ma per verificarla, bisognerebbe procedere ad una indagine archeologica sotto l'attuale livello di quello straordinario monumento).
I Pa.Pa, erano anche i capi che presiedevano le adunanze dei 'padri' mithraici nei vari mitrei disseminati dappertutto l'impero. Ciò è testimoniato dal fatto che sulla parete di fondo del mitreo (cioè quella opposta alla porta di ingresso) era inciso, in alto, l'acronimo Pa.Pa., ad indicare che sul gradino sottostante sedeva normalmente la figura più importante tra i padri riuniti nel mitreo: il Pater Patratus, vale a dire il 'Padre dei Padri' (concetto preso in prestito dalle tradizioni romane più antiche, dove il Padre Patratus era colui che veniva demandato alle trattative di pace o di guerra con i rappresentanti di altre nazioni).

L'area in cui sorse la basilica costantiniana era una necropoli o almeno divenne tale tra II e III sec. La prima basilica archeologicamente attestata risale a Costantino che decise di monumentalizzare l'area presso cui venne martirizzato e sepolto l'apostolo Pietro. La prima monumentalizzazione della sepoltura di Pietro dovrebbe essere invece relativa all'intervento del presbitero Gaio, il famoso Trofeo di Gaio, a sua volta protetto da un parallelepipedo marmoreo voluto da Costantino.

Il Trofeo di Gaio, una sorta di edicola costruita sopra la fossa terragna dove fu sepolto Pietro, è datato intorno al 160, datazione confermata anche da Procopio di Cesare. (Fonte: appunti della lezione della professoressa M. Marinone, docente di archeologia cristiana presso la facoltà di Scienze Umanistiche della Sapienza.)
Ebbene, l’imperatore Costantino, nella sua ambiguità, rivestendo il ruolo di Pontifex dei culti mitraici, era consapevole della presenza sul Vaticano di altari dedicati a Cibele (Magna Mater) e Mithra, tentò di coniugare paganesimo e cristianesimo in una apparente simbiosi, grazie anche all’ignoranza delle popolazioni.
In particolare, mi riferisco al Phrygianum, come raccontano i proff. Liverani e Vermaseren, archeologi di spicco sulla scena internazionale, presente nel Vaticano testimoniata da attestazioni epigrafiche della celebrazione del taurobolio e con celebrazioni a Cibele coronate da culti orgiastici; tutto ciò credo che sia già sufficiente, quasi fosse una legge del contrappasso, per discernere la costante ambiguità di comportamenti del Vaticano e nelle dichiarazioni e nei fatti storici vedi Crociate, Santa Inquisizione, appoggio ai governi di destra, ad Hitler e Mussolini, invenzione del culto alla Madonna, ossia Cibele, episodi tipo la messa satanica del 1963 all’interno della cappella Paolina, pedofilia, movimentazione di denaro tramite lo Ior etc.
Interessante è l’origine del culto di Cibele sul Vaticano:
Nell'anno 204 aC, la guerra punica aveva portato a conseguenze disastrose sia per l'esercito romano e la sicurezza di Roma stessa. Annibale aveva saccheggiato la campagna romana e la forza della divinità tradizionali del Tempio Capitolium era decaduto contro il crescente disagio.
Una tradizione registrata da diversi autori indipendenti romani è che molti Oracoli della Sibilla a Delfi furono consultati e profetizzarono che Annibale poteva essere sconfitto solo se la Madre degli Dei (Cibele) fosse trasportata da Pessinunte, in Frigia a Roma . La personificazione della Dea Madre è stata il più grande meteorite di ferro del mondo antico, un oggetto massiccio aniconico di color nero oltre 16 metri di altezza adorato come il simulacro di Cibele e pesante diverse centinaia di tonnellate.
Nello stesso anno (204 aC) un'ambasciata composta da cinque senatori romani, con M. Valerio Levino come capo della delegazione, fu inviato a Pessinunte, dal sovrano Attalo I (269-197 aC), re di Pergamo ( Turchia), alleata di Roma. Attalo inizialmente rifiutò la richiesta. Secondo una  leggenda romana un terremoto si verificò durante il periodo dei negoziati e fu scambiato quale presagio della divinità di Cibele per essere trasferita a Roma.
Arrivata a Roma accolta da un numeroso gruppo di sacerdoti in festa fu trasferita su decisione del senato romano sul colle Palatino. Mentre sul Vaticano fu costruito santuario in onore di Cibele, in un intervallo di tempo pari a 13 anni, inaugurato l’11 aprile del 191 a.C.sotto il pretore Marco Iunius Brutus, dove venne celebrata la Magna Mater con l’istituzione dei Ludi Megalensi. (Vermaseren, Cybele and Attis, p. 41.)  Lo storico Tito Livio ci testimonia gli antefatti relativi al 4 aprile di quell’ anno, data in cui, la pietra nera, simbolo della dea: [...] fu deposta nel tempio della dea Vittoria che è sul Palatino. Quel giorno fu dichiarato festivo. Una folla di popolo portò doni sul Palatino, dove furono celebrati con un lettisternio(banchetto solenne in onore della divinità) dei ludi, detti Megalesi.
ALTARE DI CIBELE IN VATICANO

Il culto della Grande Madre, come accennato prima, era un culto sfrenato, dionisiaco, orgiastico. Le danze dei fedeli venivano accompagnate dal suono violento di rumorosi strumenti musicali: il flauto dritto e ricurvo, i cembali, da cui si traeva un suono acuto e metallico, il timpano - strumento caratteristico della Grande Madre - che ci ricorda il tamburello. I sacerdoti di Cibele (arcigalli) nel corso del rito arrivavano a flagellarsi e mutilarsi come Attis - evirandosi - onorando la dea con preghiere, urla, danze ossessive che culminavano in un rapidissimo girare su se stessi. In preda al parossismo si sentivano allora invasi dalla dea e vaticinavano. A loro veniva attribuito il potere di interpretare i sogni, il moto degli astri, il volo degli uccelli, e la capacità di esorcizzare. Successivamente, dal 43 d.C., il Pontifex Maximus mitraico divenne il nuovo Sommo Sacerdote del Phrygianum di Cibele e i Ludi Megalensi furono spostati dal 15 al 27 marzo, in coincidenza con l’equinozio di primavera.
Nel 1505, il Phrygianum fu demolito per ordine di papa Giulio II per far posto al nuovo tempio pagano enorme che oggi conosciamo come Basilica di San Pietro, lasciando tracce di are nella necropoli vaticana ricca di cunicoli sotterranei, ma la tradizione è pervenuta ai nostri giorni sotto la forma di culto alla madonna, che in diversi casi, per molti pseudo credenti, sostituisce il culto di DIO ns Signore Gesù Cristo, recitando il rosario con i JAPAM(la coroncina) dei buddisti.
A margine di questo articolo, si può evidenziare che gli archeologi, ufficialmente, non hanno invece più notizia della cometa – la pietra nera- di Pessinunte all’epoca situata sul colle Palatino e che diverse ipotesi odierne portano a pensare che sia situata sotto il Vaticano.

Coincidenza ha voluto che l'incontro tra papa Ratzinger e i giovani a Madrid avvenisse in piazza Cibele ......(http://www.universy.it/2011/08/giornata-mondiale-della-giovent-benedetto-xvi-giunge-a-el-escorial/ )
Esiste anche un collegamento di questo ambiguo culto con i termini usati dalla chiesa cattolica: la STELLA MARIS.
la grotta della dea Mari
Mari è una divinità basca e con il suo consorte Sugaar (chiamato anche Maju), sono considerate le divinità supreme nell'antica mitologia basca.(fonte wikipedia)
Mari è rappresentata in forme diverse: come donna, come animale (avvoltoio), e via dicendo. Sugaar, invece, assume sempre la forma di uomo o di serpente-dragone. Creature simili alle streghe, chiamate sorginak, sono i loro servitori. Spesso hanno caratteristiche che li accomunano alle sacerdotesse pagane.

A Mari vengono attribuite doti come profetessa e come oracolo; non a caso, gli adepti, seguendo il rito prestabilito, la chiamavano tre volte sostando davanti alle grotte per poi interrogarla. Lei compariva all'ingresso delle sue abitazioni, le cui pareti sono decorate di oro e oggetti preziosi, che se trafugati perdono il loro valore e si tramutano in carbone. Quindi la dea governa anche l'avidità degli umani e nello stesso tempo è in grado di trasmutare le sostanze.
Tra i suoi compiti fondamentali, vi è quello di presiedere la stesura delle leggi e di controllarne il rispetto. Inoltre governa tutti i fenomeni meteorologici, che scatena, talvolta, per punire i suoi sudditi. Per placare le ire della dea i fedeli compiono una serie di riti invocatori, propiziatori che nell'ambito di un sincretismo religioso, comprendono anche messe cattoliche.

Tra i suoi appellativi, quello ricorrente è "Signora". È associata con la luna.
I luoghi dove, abitualmente, si manifesta sono le vicinanze delle grotte (ricordiamo come coincidenze le apparizioni di Lourdes ecc.ecc.)
Il video che seguirà la dice lunga......
Solo per ricordare che Maria madre di GESU' è straordinariamente piena di grazia e nulla ha a che fare con questi riti umani.....
Intelligenti pauca.



martedì 11 settembre 2012

QUANDO SI FESTEGGIA IL VERO NATALE??

Incipit: Dedicato a coloro che usano la religione giocando con i sentimenti e le speranze dei poveri; dedicato a chi non ha cura di se stesso vivendo la vita chiuso nella sua ricchezza di case, soldi, oro, azioni di borsa, furti, evasioni fiscali; dedicato a quelli che, preposti al ruolo di pastori di greggi, con la loro superbia e inettitudine conducono le masse verso il baratro della geenna eterna distribuendo notizie non vere ed in contrasto con la Parola di DIO...

"Dio però le ha rivelate a noi per mezzo del Suo Spirito..." 

(1^ Corinzi 2:9-10) 
 
Il tema proposto su "infernet" ha riversato fiumi di caratteri, ma consentitemi di segnalare intanto questo ottimo post del fratello Giona:

http://ultimaepoca.blogspot.com/2008/12/babbo-natale-figlio-sistema.html


Da parte mia cercherò di dare un modesto e sincero contributo per completare il suo post.



Il natale è bello perchè si festeggia in tutto il mondo, ci sono tante luci, mercatini, tanta gente s'incontra per le strade, le scuole si fermano e i nostri figli possono giocare ai videogiochi, le mamme preparano i piatti secondo le migliori tradizioni locali...quante cose banali, ma ci vogliono anche queste. L'importante è non rimanere abbagliati dalle solite false "luci" che imprigionano le nostre menti 



La tradizione degli uomini prevede alla mezzanotte tra il 24 e il 25 di dicembre lo scambio dei doni davanti all'albero illuminato....


Intanto analizziamo questi "doni" (strenne) da quale cultura vengono ereditati e che tipo di festività andiamo a festeggiare.

Mi preme citare alcuni dei tanti libri scritti da un grande studioso, Alfredo Cattabiani, "Calendario" e “Simboli, miti e misteri di Roma”, dove descrive le origini di tutte le festività che secondo la miglior tradizione umana, Ouroboros, ciclicamente osserviamo.
Le feste natalizie erano nella Roma imperiale feste del solstizio, del nuovo sole che rinasceva dopo la morte simbolica, risalendo verso il nord dopo aver toccato il punto più basso con l’entrata nella costellazione del Capricorno. Anche il nuovo anno legale cominciava in quei giorni, alleKalendae Januarii, nel periodo immediatamente posteriore al solstizio che, veniva convenzionalmente fissato al 25 dicembre per seguire la tradizione dei Romani più antichi che, poco esperti in astronomia, si erano fidati dei propri occhi.
“Prima di cominciare l’anno”, scriveva l’Imperatore Giuliano nel discorso su Elio Re, “noi diamo in onore di Elio giochi magnifici, solennità consacrate a Elio Invincibile… Ah! si degnino gli dèi sovrani di permettermi di celebrare sovente questi misteri, e che il sovrano stesso dell’universo, Elio il primo, mi accordi questo favore! Sorto da tutta l’eternità intorno all’essenza feconda del Bene, mediatore fra gli dèi intelligenti, essi stessi mediatori, Egli ne assicura pienamente la continuità, la bellezza senza limiti, l’inesauribile fecondità, l’intelligenza perfetta, e li dota abbondantemente di tutti i beni atemporali” 
La festa del Sole era diventata il culto più importante in Roma verso la fine del III secolo per l’influenza delle tradizioni orientali. L’imperatore Aureliano, figlio di una sacerdotessa del Sole, istituì addirittura il culto statale del Comes Sol Invictus, la cui festa, il dies Natalis Solis Invicti, divenne il centro della liturgia imperiale. Nella foto sotto è ritratto il Quirinale dove avveniva il culto del Sol Invictus

A questa eliolatria contribuiva non poco il progressivo diffondersi negli ambienti militari di un altro culto di origine orientale, il mithraismo, dove Mithra era considerato il Figlio del dio supremo Sol: Figlio del Sole e Sole lui stesso, nato da una roccia presso un albero sacro e con la torcia in mano, simbolo della Luce e del Fuoco che spandeva sul cosmo. Il mito narra che alcuni pastori presenti all’evento soprannaturale gli avevano offerto primizie dei greggi e dei raccolti. E superfluo sottolineare le analogie con la nascita del Cristo in una “grotta” illuminata da una stella mentre i pastori lo adoravano.
All’inizio del IV secolo la festa era diventata così popolare a Roma che persino i cristiani vi partecipavano accendendo con i “pagani” fuochi in onore dell’astro che rinasceva. La Chiesa, per allontanare i fedeli da quelle feste “idolatriche”, pensò(errando) di fissare la celebrazione della nascita del Cristo il 25 dicembre.......
La volontà di rigenerazione si è espressa nel mito dell’eterno ritorno, presente in quasi tutte le tradizioni, che narra della distruzione periodica dell’universo e dell’umanità cui seguirà un nuovo universo e una nuova umanità. Questo ciclo potrebbe essere paragonato a un Grande Anno rispecchiato e simboleggiato da quello solare. Come il Grande Anno comincia con una creazione, continua con un’esistenza che è la storia del suo progressivo degenerare, e si conclude con un ritorno al caos, così l’anno, solare nasce e si sviluppa nel corso dei mesi impoverendosi giorno dopo giorno fino alla sua morte nel caos, in un generale “rimescolamento”: per poi nascere nuovamente. E per mimare il caos della fine, la fusione di tutte le forme nella vasta unità indifferenziata, si manifestano comportamenti orgiastici (ricerca anche rituali di Jacob Frank e Sabbatai Zevi)  e intermezzi carnascialeschi fino al rovesciamento dell’ordine normale. Nella Roma antica questo periodo cominciava con la festa dei Saturnali sulla cui allegra «con-fusione» regnava il mitico dio dell’età dell’oro, Saturno.

I Saturnali venivano celebrati lietamente per una settimana, fra il 17 e il 20 dicembre, e, in epoca imperiale, continuavano fino al 24 conglobando altre feste. Durante quei giorni, come in ogni periodo di caos rituale, la gente si scambiava i ruoli: ad esempio i padroni servivano gli schiavi. Inoltre si permetteva il gioco d’azzardo che, proibito durante il resto dell’anno, era originariamente un atto rituale in stretta connessione con la funzione rinnovatrice di Saturno il quale distribuiva le sorti agli uomini per il nuovo anno; sicché la fortuna del giocatore non era legata al caso ma al volere della divinità. Oggi a Natale non è scomparsa l’usanza delle strenne che i Romani offrivano al primo dell’anno, in un periodo collegato al rinnovamento annuale. Nell’antichità le strenne erano costituite da rametti di una pianta propizia che si staccavano da un boschetto sul la via Sacra, consacrato a una dea di origine sabina, Strenia, apportatrice di fortuna e felicità. Fin dalle prime origini della città di Roma si adottò l’uso delle strenne istituito da Tito Tazio, il quale per primo prese come buon auspicio per l’anno nuovo il ramoscello di una pianta propizia [arbor felix] dal bosco della dea Strenia». Poi, poco a poco, si chiamarono strenae anche doni dì vario genere e addirittura monete.
Ispirata al simbolismo solare (in realtà è ispirata dall’albero della vita della Kabbalah -mistica ebraica) è anche l’usanza natalizia collegata al mondo vegetale, come per esempio l’albero di Natale,
– emblema nelle tradizioni dell’Europa centrale e dell’Italia alpina – dell’albero cosmico che unisce i cieli alla terra nutrendo con i suoi “frutti” tutti gli esseri.


Nell’immagine sopra vedete la spettacolare gita di babbo natale che su un carro vola per distribuire regali...
In realtà anche questa immagine è spiegata tramite la Kabbalah ebraica, attribuendo come principio la divina contemplazione del Trono, o carro (merkavah), visto nella visione di Ezechiele, il profeta (Ezechiele cap.1).
In realtà sarà antipatico scoprire che il natale finora festeggiato e che continuerete a festeggiare nel futuro non ha nulla a che fare con il Natale di ns.Signore Gesù Cristo; ma tutto ciò dipende da noi perchè non mettiamo mai Amore nella Verità.

Analizziamo in dettaglio:      dal vangelo di 
S.Luca 1 : 5, 26, 36 - "ZACCARIA DELLA CLASSE DI ABIA (confronta 1 CRONACHE 24:10 )ADEMPI’ AL SUO COMPITO E RICEVETTE L’ANNUNZIO DALL’ANGELO GABRIELE DEL CONCEPIMENTO  DI UN FIGLIO DA PARTE DI ELISABETTA  DONNA ANZIANA E  STERILE."
Analizziamo il passo delle cronache dove parla della classe di Abia:

1 CRONACHE 24:10   DICE CHE LA MUTA DI ABIA, OTTAVA  DI 24  GRUPPI,  DOVEVA GARANTIRE IL SACERDOZIO NEL QUARTO MESE, TAMMUZ, PRECISAMENTE LE ULTIME  2 SETTIMANE. SECONDO IL CALENDARIO EBRAICO RELIGIOSO CHE E’ LUNARE DI 12 MESI, CORRISPONDE A GIUGNO-LUGLIO.

(24 MUTE PER 12 MESI SIGNIFICA DUE MUTE PER MESE OPPURE UNA MUTA OGNI 15 GIORNI- FONTE: ROTOLI DI QUMRAN)

Nel 4° mese del calendario ebraico detto tammuz, l’arcangelo Gabriele comunico’ all’incredulo sacerdote Zaccaria la nascita del tanto atteso figlio Giovanni, precursore del Messia Sua moglie Elisabetta rimase quindi incinta e al 6° mese della sua gravidanza, lo stesso messaggero celeste apparve alla Vergine Maria annunziandole la nascita di Gesu’; 9 mesi dopo, nel mese di tishri, (settembre/ottobre)  settimo del calendario ebraico nasce  GESU’, YA’U’SHUA in ebraico, che significa DIO salva. 

Nel mese di tishri (settembre – ottobre) vi sono alcune importanti feste ebraiche:
ROSH HASHANA’  - CAPODANNO CIVILE O FESTA DELLE TROMBE (IL 1° DEL MESE)
YOM KIPPUR – GIORNO DELL’ESPIAZIONE (IL 10)
SUKKOT    -FESTA DELLE CAPANNE O DEI TABERNACOLI       (DAL  15  AL  21)
 
Per gli ebrei le tre grandi feste annuali sono: Pasqua, Pentecoste e Capanne nelle quali e’ fatto obbligo ad ogni israelita di salire a Gerusalemme:   ESODO 23,17       DEUT. 16,16
 
In questo periodo Gerusalemme e dintorni, compresa la vicina Betlemme, data la sua vicinanza, si riempiva di pellegrini giunti da ogni parte del mondo: ecco perche’ Giuseppe e Maria non trovarono posto dove albergare.  Si puo’ certamente dedurre che Gesu’ e’ nato in questo periodo corrispondente alla fine di settembre a cavallo con ottobre.
 Forse e’ per questo motivo che l’apostolo Giovanni parlando di Cristo, disse: “ e la parola e’ stata fatta carne ed ha abitato per un tempo con noi ”    Giov 1, 14
letteralmente “ pianto’ la sua tenda in mezzo a noi “  dal greco  eskenosen da skene’tenda
All’epoca di Gesu’ il termine skene’ serviva per designare in greco la festa delle capanne ( Giuseppe Flavio antichita’ 13 : 8) ed e’ con questo termine che Giovanni esplicitamente la designa.
Per cui se volete festeggiare il Santo Natale alla data giusta fate i vostri presepi verso la metà di settembre, quando rientrate dalle ferie estive. Siate coerenti con il messaggio della Parola di DIO e non con il mondo......