martedì 11 settembre 2012

QUANDO SI FESTEGGIA IL VERO NATALE??

Incipit: Dedicato a coloro che usano la religione giocando con i sentimenti e le speranze dei poveri; dedicato a chi non ha cura di se stesso vivendo la vita chiuso nella sua ricchezza di case, soldi, oro, azioni di borsa, furti, evasioni fiscali; dedicato a quelli che, preposti al ruolo di pastori di greggi, con la loro superbia e inettitudine conducono le masse verso il baratro della geenna eterna distribuendo notizie non vere ed in contrasto con la Parola di DIO...

"Dio però le ha rivelate a noi per mezzo del Suo Spirito..." 

(1^ Corinzi 2:9-10) 
 
Il tema proposto su "infernet" ha riversato fiumi di caratteri, ma consentitemi di segnalare intanto questo ottimo post del fratello Giona:

http://ultimaepoca.blogspot.com/2008/12/babbo-natale-figlio-sistema.html


Da parte mia cercherò di dare un modesto e sincero contributo per completare il suo post.



Il natale è bello perchè si festeggia in tutto il mondo, ci sono tante luci, mercatini, tanta gente s'incontra per le strade, le scuole si fermano e i nostri figli possono giocare ai videogiochi, le mamme preparano i piatti secondo le migliori tradizioni locali...quante cose banali, ma ci vogliono anche queste. L'importante è non rimanere abbagliati dalle solite false "luci" che imprigionano le nostre menti 



La tradizione degli uomini prevede alla mezzanotte tra il 24 e il 25 di dicembre lo scambio dei doni davanti all'albero illuminato....


Intanto analizziamo questi "doni" (strenne) da quale cultura vengono ereditati e che tipo di festività andiamo a festeggiare.

Mi preme citare alcuni dei tanti libri scritti da un grande studioso, Alfredo Cattabiani, "Calendario" e “Simboli, miti e misteri di Roma”, dove descrive le origini di tutte le festività che secondo la miglior tradizione umana, Ouroboros, ciclicamente osserviamo.
Le feste natalizie erano nella Roma imperiale feste del solstizio, del nuovo sole che rinasceva dopo la morte simbolica, risalendo verso il nord dopo aver toccato il punto più basso con l’entrata nella costellazione del Capricorno. Anche il nuovo anno legale cominciava in quei giorni, alleKalendae Januarii, nel periodo immediatamente posteriore al solstizio che, veniva convenzionalmente fissato al 25 dicembre per seguire la tradizione dei Romani più antichi che, poco esperti in astronomia, si erano fidati dei propri occhi.
“Prima di cominciare l’anno”, scriveva l’Imperatore Giuliano nel discorso su Elio Re, “noi diamo in onore di Elio giochi magnifici, solennità consacrate a Elio Invincibile… Ah! si degnino gli dèi sovrani di permettermi di celebrare sovente questi misteri, e che il sovrano stesso dell’universo, Elio il primo, mi accordi questo favore! Sorto da tutta l’eternità intorno all’essenza feconda del Bene, mediatore fra gli dèi intelligenti, essi stessi mediatori, Egli ne assicura pienamente la continuità, la bellezza senza limiti, l’inesauribile fecondità, l’intelligenza perfetta, e li dota abbondantemente di tutti i beni atemporali” 
La festa del Sole era diventata il culto più importante in Roma verso la fine del III secolo per l’influenza delle tradizioni orientali. L’imperatore Aureliano, figlio di una sacerdotessa del Sole, istituì addirittura il culto statale del Comes Sol Invictus, la cui festa, il dies Natalis Solis Invicti, divenne il centro della liturgia imperiale. Nella foto sotto è ritratto il Quirinale dove avveniva il culto del Sol Invictus

A questa eliolatria contribuiva non poco il progressivo diffondersi negli ambienti militari di un altro culto di origine orientale, il mithraismo, dove Mithra era considerato il Figlio del dio supremo Sol: Figlio del Sole e Sole lui stesso, nato da una roccia presso un albero sacro e con la torcia in mano, simbolo della Luce e del Fuoco che spandeva sul cosmo. Il mito narra che alcuni pastori presenti all’evento soprannaturale gli avevano offerto primizie dei greggi e dei raccolti. E superfluo sottolineare le analogie con la nascita del Cristo in una “grotta” illuminata da una stella mentre i pastori lo adoravano.
All’inizio del IV secolo la festa era diventata così popolare a Roma che persino i cristiani vi partecipavano accendendo con i “pagani” fuochi in onore dell’astro che rinasceva. La Chiesa, per allontanare i fedeli da quelle feste “idolatriche”, pensò(errando) di fissare la celebrazione della nascita del Cristo il 25 dicembre.......
La volontà di rigenerazione si è espressa nel mito dell’eterno ritorno, presente in quasi tutte le tradizioni, che narra della distruzione periodica dell’universo e dell’umanità cui seguirà un nuovo universo e una nuova umanità. Questo ciclo potrebbe essere paragonato a un Grande Anno rispecchiato e simboleggiato da quello solare. Come il Grande Anno comincia con una creazione, continua con un’esistenza che è la storia del suo progressivo degenerare, e si conclude con un ritorno al caos, così l’anno, solare nasce e si sviluppa nel corso dei mesi impoverendosi giorno dopo giorno fino alla sua morte nel caos, in un generale “rimescolamento”: per poi nascere nuovamente. E per mimare il caos della fine, la fusione di tutte le forme nella vasta unità indifferenziata, si manifestano comportamenti orgiastici (ricerca anche rituali di Jacob Frank e Sabbatai Zevi)  e intermezzi carnascialeschi fino al rovesciamento dell’ordine normale. Nella Roma antica questo periodo cominciava con la festa dei Saturnali sulla cui allegra «con-fusione» regnava il mitico dio dell’età dell’oro, Saturno.

I Saturnali venivano celebrati lietamente per una settimana, fra il 17 e il 20 dicembre, e, in epoca imperiale, continuavano fino al 24 conglobando altre feste. Durante quei giorni, come in ogni periodo di caos rituale, la gente si scambiava i ruoli: ad esempio i padroni servivano gli schiavi. Inoltre si permetteva il gioco d’azzardo che, proibito durante il resto dell’anno, era originariamente un atto rituale in stretta connessione con la funzione rinnovatrice di Saturno il quale distribuiva le sorti agli uomini per il nuovo anno; sicché la fortuna del giocatore non era legata al caso ma al volere della divinità. Oggi a Natale non è scomparsa l’usanza delle strenne che i Romani offrivano al primo dell’anno, in un periodo collegato al rinnovamento annuale. Nell’antichità le strenne erano costituite da rametti di una pianta propizia che si staccavano da un boschetto sul la via Sacra, consacrato a una dea di origine sabina, Strenia, apportatrice di fortuna e felicità. Fin dalle prime origini della città di Roma si adottò l’uso delle strenne istituito da Tito Tazio, il quale per primo prese come buon auspicio per l’anno nuovo il ramoscello di una pianta propizia [arbor felix] dal bosco della dea Strenia». Poi, poco a poco, si chiamarono strenae anche doni dì vario genere e addirittura monete.
Ispirata al simbolismo solare (in realtà è ispirata dall’albero della vita della Kabbalah -mistica ebraica) è anche l’usanza natalizia collegata al mondo vegetale, come per esempio l’albero di Natale,
– emblema nelle tradizioni dell’Europa centrale e dell’Italia alpina – dell’albero cosmico che unisce i cieli alla terra nutrendo con i suoi “frutti” tutti gli esseri.


Nell’immagine sopra vedete la spettacolare gita di babbo natale che su un carro vola per distribuire regali...
In realtà anche questa immagine è spiegata tramite la Kabbalah ebraica, attribuendo come principio la divina contemplazione del Trono, o carro (merkavah), visto nella visione di Ezechiele, il profeta (Ezechiele cap.1).
In realtà sarà antipatico scoprire che il natale finora festeggiato e che continuerete a festeggiare nel futuro non ha nulla a che fare con il Natale di ns.Signore Gesù Cristo; ma tutto ciò dipende da noi perchè non mettiamo mai Amore nella Verità.

Analizziamo in dettaglio:      dal vangelo di 
S.Luca 1 : 5, 26, 36 - "ZACCARIA DELLA CLASSE DI ABIA (confronta 1 CRONACHE 24:10 )ADEMPI’ AL SUO COMPITO E RICEVETTE L’ANNUNZIO DALL’ANGELO GABRIELE DEL CONCEPIMENTO  DI UN FIGLIO DA PARTE DI ELISABETTA  DONNA ANZIANA E  STERILE."
Analizziamo il passo delle cronache dove parla della classe di Abia:

1 CRONACHE 24:10   DICE CHE LA MUTA DI ABIA, OTTAVA  DI 24  GRUPPI,  DOVEVA GARANTIRE IL SACERDOZIO NEL QUARTO MESE, TAMMUZ, PRECISAMENTE LE ULTIME  2 SETTIMANE. SECONDO IL CALENDARIO EBRAICO RELIGIOSO CHE E’ LUNARE DI 12 MESI, CORRISPONDE A GIUGNO-LUGLIO.

(24 MUTE PER 12 MESI SIGNIFICA DUE MUTE PER MESE OPPURE UNA MUTA OGNI 15 GIORNI- FONTE: ROTOLI DI QUMRAN)

Nel 4° mese del calendario ebraico detto tammuz, l’arcangelo Gabriele comunico’ all’incredulo sacerdote Zaccaria la nascita del tanto atteso figlio Giovanni, precursore del Messia Sua moglie Elisabetta rimase quindi incinta e al 6° mese della sua gravidanza, lo stesso messaggero celeste apparve alla Vergine Maria annunziandole la nascita di Gesu’; 9 mesi dopo, nel mese di tishri, (settembre/ottobre)  settimo del calendario ebraico nasce  GESU’, YA’U’SHUA in ebraico, che significa DIO salva. 

Nel mese di tishri (settembre – ottobre) vi sono alcune importanti feste ebraiche:
ROSH HASHANA’  - CAPODANNO CIVILE O FESTA DELLE TROMBE (IL 1° DEL MESE)
YOM KIPPUR – GIORNO DELL’ESPIAZIONE (IL 10)
SUKKOT    -FESTA DELLE CAPANNE O DEI TABERNACOLI       (DAL  15  AL  21)
 
Per gli ebrei le tre grandi feste annuali sono: Pasqua, Pentecoste e Capanne nelle quali e’ fatto obbligo ad ogni israelita di salire a Gerusalemme:   ESODO 23,17       DEUT. 16,16
 
In questo periodo Gerusalemme e dintorni, compresa la vicina Betlemme, data la sua vicinanza, si riempiva di pellegrini giunti da ogni parte del mondo: ecco perche’ Giuseppe e Maria non trovarono posto dove albergare.  Si puo’ certamente dedurre che Gesu’ e’ nato in questo periodo corrispondente alla fine di settembre a cavallo con ottobre.
 Forse e’ per questo motivo che l’apostolo Giovanni parlando di Cristo, disse: “ e la parola e’ stata fatta carne ed ha abitato per un tempo con noi ”    Giov 1, 14
letteralmente “ pianto’ la sua tenda in mezzo a noi “  dal greco  eskenosen da skene’tenda
All’epoca di Gesu’ il termine skene’ serviva per designare in greco la festa delle capanne ( Giuseppe Flavio antichita’ 13 : 8) ed e’ con questo termine che Giovanni esplicitamente la designa.
Per cui se volete festeggiare il Santo Natale alla data giusta fate i vostri presepi verso la metà di settembre, quando rientrate dalle ferie estive. Siate coerenti con il messaggio della Parola di DIO e non con il mondo......
 

1 commento:

  1. Nel bellissimo libro di Giuseppe De Cesaris "Congiunzioni Giove- Saturno e storia giudaico cristiana"della keybooks editore viene dimostrato scientificamente che un fenomeno di congiunzione di questi 2 pianeti compare in diverse tappe storiche.Nell'anno in cui nacque Cristo questo fenomeno avvenne per ben tre volte: una di queste si verificò a settembre nella costellazione della VERGINE, con ovvio richiamo a Maria madre di Gesù.

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