"Dio però le ha rivelate a noi per mezzo del Suo Spirito..."
(1^ Corinzi 2:9-10)
http://ultimaepoca.blogspot.com/2008/12/babbo-natale-figlio-sistema.html
Da parte mia cercherò di dare un modesto e sincero contributo per completare il suo post.
Il
natale è bello perchè si festeggia in tutto il mondo, ci sono tante
luci, mercatini, tanta gente s'incontra per le strade, le scuole si
fermano e i nostri figli possono giocare ai videogiochi, le mamme
preparano i piatti secondo le migliori tradizioni locali...quante cose
banali, ma ci vogliono anche queste. L'importante è non rimanere
abbagliati dalle solite false "luci" che imprigionano le nostre menti
La tradizione degli uomini prevede alla mezzanotte tra il 24 e il 25 di dicembre lo scambio dei doni davanti all'albero illuminato....
Intanto analizziamo questi "doni" (strenne) da quale cultura vengono ereditati e che tipo di festività andiamo a festeggiare.
Mi
preme citare alcuni dei tanti libri scritti da un grande studioso,
Alfredo Cattabiani, "Calendario" e “Simboli, miti e misteri di Roma”, dove descrive le origini di tutte le festività che secondo la miglior tradizione umana, Ouroboros, ciclicamente osserviamo.
Le feste natalizie erano nella Roma imperiale feste del solstizio,
del nuovo sole che rinasceva dopo la morte simbolica, risalendo verso
il nord dopo aver toccato il punto più basso con l’entrata nella
costellazione del Capricorno. Anche il nuovo anno legale cominciava in
quei giorni, alleKalendae Januarii, nel periodo immediatamente
posteriore al solstizio che, veniva convenzionalmente fissato al 25
dicembre per seguire la tradizione dei Romani più antichi che, poco
esperti in astronomia, si erano fidati dei propri occhi.
“Prima
di cominciare l’anno”, scriveva l’Imperatore Giuliano nel discorso su
Elio Re, “noi diamo in onore di Elio giochi magnifici, solennità
consacrate a Elio Invincibile… Ah! si degnino gli dèi sovrani di
permettermi di celebrare sovente questi misteri, e che il sovrano stesso
dell’universo, Elio il primo, mi accordi questo favore! Sorto da tutta
l’eternità intorno all’essenza feconda del Bene, mediatore fra gli dèi
intelligenti, essi stessi mediatori, Egli ne assicura pienamente la
continuità, la bellezza senza limiti, l’inesauribile fecondità,
l’intelligenza perfetta, e li dota abbondantemente di tutti i beni
atemporali”
La
festa del Sole era diventata il culto più importante in Roma verso la
fine del III secolo per l’influenza delle tradizioni orientali.
L’imperatore Aureliano, figlio di una sacerdotessa del Sole, istituì
addirittura il culto statale del Comes Sol Invictus, la cui festa,
il dies Natalis Solis Invicti, divenne il centro della liturgia
imperiale. Nella foto sotto è ritratto il Quirinale dove avveniva il culto del Sol Invictus
A questa eliolatria contribuiva non poco il progressivo diffondersi negli ambienti militari di un altro culto di origine orientale, il mithraismo, dove Mithra era considerato il Figlio del dio supremo Sol: Figlio del Sole e Sole lui stesso, nato da una roccia presso un albero sacro e con la torcia in mano, simbolo della Luce e del Fuoco che spandeva sul cosmo. Il mito narra che alcuni pastori presenti all’evento soprannaturale gli avevano offerto primizie dei greggi e dei raccolti. E superfluo sottolineare le analogie con la nascita del Cristo in una “grotta” illuminata da una stella mentre i pastori lo adoravano.
All’inizio
del IV secolo la festa era diventata così popolare a Roma che persino i
cristiani vi partecipavano accendendo con i “pagani” fuochi in onore
dell’astro che rinasceva. La Chiesa, per allontanare i fedeli da quelle
feste “idolatriche”, pensò(errando) di fissare la celebrazione della nascita del
Cristo il 25 dicembre.......
La
volontà di rigenerazione si è espressa nel mito dell’eterno ritorno,
presente in quasi tutte le tradizioni, che narra della distruzione
periodica dell’universo e dell’umanità cui seguirà un nuovo universo e
una nuova umanità. Questo ciclo potrebbe essere paragonato a un Grande
Anno rispecchiato e simboleggiato da quello solare. Come il Grande Anno
comincia con una creazione, continua con un’esistenza che è la storia
del suo progressivo degenerare, e si conclude con un ritorno al caos,
così l’anno, solare nasce e si sviluppa nel corso dei mesi
impoverendosi giorno dopo giorno fino alla sua morte nel caos, in un
generale “rimescolamento”: per poi nascere nuovamente. E per mimare il
caos della fine, la fusione di tutte le forme nella vasta unità
indifferenziata, si manifestano comportamenti orgiastici (ricerca anche rituali di Jacob Frank e Sabbatai Zevi)
e intermezzi carnascialeschi fino al rovesciamento dell’ordine normale.
Nella Roma antica questo periodo cominciava con la festa dei Saturnali sulla cui allegra «con-fusione» regnava il mitico dio dell’età dell’oro, Saturno.
I Saturnali venivano
celebrati lietamente per una settimana, fra il 17 e il 20 dicembre, e,
in epoca imperiale, continuavano fino al 24 conglobando altre feste.
Durante quei giorni, come in ogni periodo di caos rituale,
la gente si scambiava i ruoli: ad esempio i padroni servivano gli
schiavi. Inoltre si permetteva il gioco d’azzardo che, proibito durante
il resto dell’anno, era originariamente un atto rituale in stretta
connessione con la funzione rinnovatrice di Saturno il quale distribuiva
le sorti agli uomini per il nuovo anno; sicché la fortuna del giocatore
non era legata al caso ma al volere della divinità.
Oggi a Natale non è scomparsa l’usanza delle strenne che i Romani
offrivano al primo dell’anno, in un periodo collegato al rinnovamento
annuale. Nell’antichità le strenne erano costituite da rametti di una
pianta propizia che si staccavano da un boschetto sul la via Sacra,
consacrato a una dea di origine sabina, Strenia, apportatrice di fortuna e
felicità. Fin dalle prime origini della città di Roma si adottò l’uso
delle strenne istituito da Tito Tazio, il quale per primo prese come
buon auspicio per l’anno nuovo il ramoscello di una pianta propizia [arbor felix] dal bosco della dea Strenia». Poi, poco a poco, si chiamarono strenae anche doni dì vario genere e addirittura monete.
Ispirata al simbolismo solare (in realtà è ispirata dall’albero della vita della Kabbalah -mistica ebraica) è anche l’usanza natalizia collegata al mondo vegetale, come per esempio l’albero di Natale,
–
emblema nelle tradizioni dell’Europa centrale e dell’Italia alpina –
dell’albero cosmico che unisce i cieli alla terra nutrendo con i suoi
“frutti” tutti gli esseri.
Nell’immagine sopra vedete la spettacolare gita di babbo natale che su un carro vola per distribuire regali...
In
realtà anche questa immagine è spiegata tramite la Kabbalah ebraica,
attribuendo come principio la divina contemplazione del Trono, o carro (merkavah), visto nella visione di Ezechiele, il profeta (Ezechiele cap.1).
In realtà sarà antipatico scoprire che il natale finora festeggiato e che continuerete a festeggiare nel futuro non ha nulla a che fare con il Natale di ns.Signore Gesù Cristo; ma tutto ciò dipende da noi perchè non mettiamo mai Amore nella Verità.
In realtà sarà antipatico scoprire che il natale finora festeggiato e che continuerete a festeggiare nel futuro non ha nulla a che fare con il Natale di ns.Signore Gesù Cristo; ma tutto ciò dipende da noi perchè non mettiamo mai Amore nella Verità.
Analizziamo in dettaglio: dal vangelo di
S.Luca 1 : 5, 26, 36 - "ZACCARIA DELLA CLASSE DI ABIA (confronta 1 CRONACHE 24:10 )ADEMPI’ AL SUO COMPITO E RICEVETTE L’ANNUNZIO DALL’ANGELO GABRIELE DEL CONCEPIMENTO DI UN FIGLIO DA PARTE DI ELISABETTA DONNA ANZIANA E STERILE."
Analizziamo il passo delle cronache dove parla della classe di Abia:
1 CRONACHE 24:10 DICE CHE LA MUTA DI ABIA, OTTAVA DI 24 GRUPPI, DOVEVA GARANTIRE IL SACERDOZIO NEL QUARTO MESE, TAMMUZ, PRECISAMENTE LE ULTIME 2 SETTIMANE. SECONDO IL CALENDARIO EBRAICO RELIGIOSO CHE E’ LUNARE DI 12 MESI, CORRISPONDE A GIUGNO-LUGLIO.
Analizziamo il passo delle cronache dove parla della classe di Abia:
1 CRONACHE 24:10 DICE CHE LA MUTA DI ABIA, OTTAVA DI 24 GRUPPI, DOVEVA GARANTIRE IL SACERDOZIO NEL QUARTO MESE, TAMMUZ, PRECISAMENTE LE ULTIME 2 SETTIMANE. SECONDO IL CALENDARIO EBRAICO RELIGIOSO CHE E’ LUNARE DI 12 MESI, CORRISPONDE A GIUGNO-LUGLIO.
(24 MUTE PER 12 MESI SIGNIFICA DUE MUTE PER MESE OPPURE UNA MUTA OGNI 15 GIORNI- FONTE: ROTOLI DI QUMRAN)
Nel 4° mese del calendario ebraico detto tammuz, l’arcangelo Gabriele comunico’ all’incredulo sacerdote Zaccaria la nascita del tanto atteso figlio Giovanni, precursore del Messia. Sua moglie Elisabetta rimase quindi incinta e al 6° mese della sua gravidanza, lo stesso messaggero celeste apparve alla Vergine Maria annunziandole la nascita di Gesu’; 9 mesi dopo, nel mese di tishri, (settembre/ottobre) settimo del calendario ebraico nasce GESU’, YA’U’SHUA in ebraico, che significa DIO salva.
Nel mese di tishri (settembre – ottobre) vi sono alcune importanti feste ebraiche:
ROSH HASHANA’ - CAPODANNO CIVILE O FESTA DELLE TROMBE (IL 1° DEL MESE)
YOM KIPPUR – GIORNO DELL’ESPIAZIONE (IL 10)
SUKKOT -FESTA DELLE CAPANNE O DEI TABERNACOLI (DAL 15 AL 21)
In questo periodo Gerusalemme e dintorni, compresa la vicina Betlemme, data la sua vicinanza, si riempiva di pellegrini giunti da ogni parte del mondo: ecco perche’ Giuseppe e Maria non trovarono posto dove albergare. Si puo’ certamente dedurre che Gesu’ e’ nato in questo periodo corrispondente alla fine di settembre a cavallo con ottobre.
Forse e’ per questo motivo che l’apostolo Giovanni parlando di
Cristo, disse: “ e la parola e’ stata fatta carne ed ha abitato per un tempo con noi ” Giov 1, 14
letteralmente “ pianto’ la sua tenda in mezzo a noi “ dal greco eskenosen da skene’ – tenda
letteralmente “ pianto’ la sua tenda in mezzo a noi “ dal greco eskenosen da skene’ – tenda
All’epoca di Gesu’ il termine skene’ serviva per designare in greco la festa delle capanne ( Giuseppe Flavio antichita’ 13 : 8) ed e’ con questo termine che Giovanni esplicitamente la designa.
Per
cui se volete festeggiare il Santo Natale alla data giusta fate i
vostri presepi verso la metà di settembre, quando rientrate dalle ferie
estive. Siate coerenti con il messaggio della Parola di DIO e non con il
mondo......
Nel bellissimo libro di Giuseppe De Cesaris "Congiunzioni Giove- Saturno e storia giudaico cristiana"della keybooks editore viene dimostrato scientificamente che un fenomeno di congiunzione di questi 2 pianeti compare in diverse tappe storiche.Nell'anno in cui nacque Cristo questo fenomeno avvenne per ben tre volte: una di queste si verificò a settembre nella costellazione della VERGINE, con ovvio richiamo a Maria madre di Gesù.
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